<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>Commenti a: La riqualificazione dell’area del porto è una delle priorità della nostra città</title>
	<atom:link href="http://www.andreagnassi.it/2011/03/%e2%80%9cla-riqualificazione-dell%e2%80%99area-del-porto-e-una-delle-priorita-della-nostra-citta-rimini-deve-riprendersi-il-mare%e2%80%9d/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.andreagnassi.it/2011/03/%e2%80%9cla-riqualificazione-dell%e2%80%99area-del-porto-e-una-delle-priorita-della-nostra-citta-rimini-deve-riprendersi-il-mare%e2%80%9d/</link>
	<description>Sindaco di Rimini</description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Jun 2011 23:40:47 +0000</lastBuildDate>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.41</generator>
	<item>
		<title>Di: Fabio Fiori</title>
		<link>http://www.andreagnassi.it/2011/03/%e2%80%9cla-riqualificazione-dell%e2%80%99area-del-porto-e-una-delle-priorita-della-nostra-citta-rimini-deve-riprendersi-il-mare%e2%80%9d/#comment-248</link>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Fiori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 19:55:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.andreagnassi.it/?p=440#comment-248</guid>
		<description><![CDATA[Caro Andrea,
ti giro una lettera aperta, inviata al Corriere Romagna, sul rapporto tra Rimini e il mare.
Ho appreso con piacere tramite i quotidiani locali del tuo incontro con la marineria riminese. Con  sincerità devo però dirti che avrebbe dovuto essere un&#039;iniziativa pubblica, anche in relazione alla centralità che tu stesso riconosci al rapporto (teoricamente imprescindibile) tra Rimini e il mare.
Senza dilungarmi in quest&#039;occasione in inutili recriminazioni per la quasi assoluta assenza della politica del nostro governo riminese su questo tema, se non in maniera puntuale su particolari necessità, spesso più di immagine o tornaconto privato che di progettualità, mi permetto invece di avviare con te e con gli altri candidati sindaci, e più in generale con tutti quelli che il mare lo vivono quotidianamente, per lavoro o per piacere, una concreta discussione pubblica su questo (mancato) rapporto. Provo quindi a declinare in maniera molto sintetica le mie idee sulla gratuità del mare, che tratto nel blog http://maregratis.blogspot.com/ e di cui ho discusso pubblicamente in diverse occasioni in giro per l&#039;Italia e a Rimini, su invito del Laboratorio PAZ, del Circolo Velico Riminese, di alcune scuole, del Festival Assalti al Cuore, della Biblioteca Gambalunga, ecc..
Se, come credo e argomento, il mare è un bene comune, anzi il primo bene comune ambientale di una città costiera, allora le rive vanno liberate e rese accessibili, il lavoro difeso e sostenuto (a cominciare dagli interessi dei lavoratori per un partito di sinistra), le pratiche sportive e culturali promosse e finanziate. In breve e per punti.
Accesso al mare: 
aprire a tutti i cancelli della nuova darsena;
consentire il passaggio pedonale lungo tutta la banchina portuale (oggi precluso presso la sede del Club Nautico e del Consorzio Linea Azzurra);
pedonalizzare il lungomare e abbattere inutili e obsolete barriere visive;
completare il collegamento pedonale (fino al Ponte di Tiberio) lungo il lato destro del portocanale e renderlo decente;
eliminare o almeno limitare gli eventi “pubblicitari” su piazzale Boscovich e spiaggia libera limitrofa;
tutelare le pochissime spiagge libere (al di sotto anche di quanto stabilito dalle normative regionali);
prevedere un piano finanziario pluriennale per l&#039;acquisizione di spiagge private, da rendere libere (attenzione! questo anche in chiave turistico economica).
Lavoro in mare:
chiedere alle imprese il rispetto dei diritti dei lavoratori, di tutti i lavoratori! (ricordando che Rimini non avrebbe quel meraviglioso luogo che è il Mercato Coperto del pesce, e relativi piaceri sensoriali, senza il faticoso lavoro dei concittadini lampedusani e magrebini);
accelerare l&#039;iter amministrativo per il riordino dell&#039;area portuale;
sostenere i pescatori nelle loro battaglie per la tutela degli ambienti costieri a livello locale, nazionale, comunitario (qualità delle acque, lavori di ripascimento, regolamenti sulla pesca, ecc.);
incentivare la formazione professionale dei mestieri del mare;
sostenere le nuove imprese artigianali.
Vivere il mare:
riattivare o avviare progetti scolastici dedicati alla vela, al nuoto, al remo;
sostenere i circoli velici e sportivi legati al mare;
incrementare il numero di scali di alaggio e varo per le piccole barche;
rianimare e aggiornare manifestazioni veliche di respiro nazionale e internazionale (come la Rimini-Corfù-Rimini) e prendere le distanze da inutili e deleterie manifestazioni di voyeurismo nautico (il “caso Lolli” dovrebbe aver insegnato qualcosa anche da un punto di vista etico-culturale?) o vip-sportive;
sostenere le iniziative culturali legate al mare (associazione vele al terzo, collezioni museali e librarie, incontri e spettacoli, ecc.).
Sottolineo che alcune di queste proposte non richiederebbero nessun investimento economico, ma progettualità, sinergie, determinazione.
Un&#039;ultima idea, penso anche di grande effetto mediatico, sarebbe quella di istituire primi in Europa le “domeniche blu”, con divieto di navigazione privata a motore nelle acque costiere (almeno entro 1 miglio dalla costa, lasciando ovviamente canali di accesso ai porti).
Credo che discutendo su punti specifici e dando corso a qualcuno di questi, o di altri, Rimini potrebbe “riconquistare il mare” o comunque permettere ai nostri figli e ai nostri ospiti di conoscerlo e viverlo quotidianamente. Convinti che la riscoperta del mare parta dalle acque che bagnano la nostra città.

Cordialmente, Fabio Fiori.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea,<br />
ti giro una lettera aperta, inviata al Corriere Romagna, sul rapporto tra Rimini e il mare.<br />
Ho appreso con piacere tramite i quotidiani locali del tuo incontro con la marineria riminese. Con  sincerità devo però dirti che avrebbe dovuto essere un&#8217;iniziativa pubblica, anche in relazione alla centralità che tu stesso riconosci al rapporto (teoricamente imprescindibile) tra Rimini e il mare.<br />
Senza dilungarmi in quest&#8217;occasione in inutili recriminazioni per la quasi assoluta assenza della politica del nostro governo riminese su questo tema, se non in maniera puntuale su particolari necessità, spesso più di immagine o tornaconto privato che di progettualità, mi permetto invece di avviare con te e con gli altri candidati sindaci, e più in generale con tutti quelli che il mare lo vivono quotidianamente, per lavoro o per piacere, una concreta discussione pubblica su questo (mancato) rapporto. Provo quindi a declinare in maniera molto sintetica le mie idee sulla gratuità del mare, che tratto nel blog <a href="http://maregratis.blogspot.com/" rel="nofollow">http://maregratis.blogspot.com/</a> e di cui ho discusso pubblicamente in diverse occasioni in giro per l&#8217;Italia e a Rimini, su invito del Laboratorio PAZ, del Circolo Velico Riminese, di alcune scuole, del Festival Assalti al Cuore, della Biblioteca Gambalunga, ecc..<br />
Se, come credo e argomento, il mare è un bene comune, anzi il primo bene comune ambientale di una città costiera, allora le rive vanno liberate e rese accessibili, il lavoro difeso e sostenuto (a cominciare dagli interessi dei lavoratori per un partito di sinistra), le pratiche sportive e culturali promosse e finanziate. In breve e per punti.<br />
Accesso al mare:<br />
aprire a tutti i cancelli della nuova darsena;<br />
consentire il passaggio pedonale lungo tutta la banchina portuale (oggi precluso presso la sede del Club Nautico e del Consorzio Linea Azzurra);<br />
pedonalizzare il lungomare e abbattere inutili e obsolete barriere visive;<br />
completare il collegamento pedonale (fino al Ponte di Tiberio) lungo il lato destro del portocanale e renderlo decente;<br />
eliminare o almeno limitare gli eventi “pubblicitari” su piazzale Boscovich e spiaggia libera limitrofa;<br />
tutelare le pochissime spiagge libere (al di sotto anche di quanto stabilito dalle normative regionali);<br />
prevedere un piano finanziario pluriennale per l&#8217;acquisizione di spiagge private, da rendere libere (attenzione! questo anche in chiave turistico economica).<br />
Lavoro in mare:<br />
chiedere alle imprese il rispetto dei diritti dei lavoratori, di tutti i lavoratori! (ricordando che Rimini non avrebbe quel meraviglioso luogo che è il Mercato Coperto del pesce, e relativi piaceri sensoriali, senza il faticoso lavoro dei concittadini lampedusani e magrebini);<br />
accelerare l&#8217;iter amministrativo per il riordino dell&#8217;area portuale;<br />
sostenere i pescatori nelle loro battaglie per la tutela degli ambienti costieri a livello locale, nazionale, comunitario (qualità delle acque, lavori di ripascimento, regolamenti sulla pesca, ecc.);<br />
incentivare la formazione professionale dei mestieri del mare;<br />
sostenere le nuove imprese artigianali.<br />
Vivere il mare:<br />
riattivare o avviare progetti scolastici dedicati alla vela, al nuoto, al remo;<br />
sostenere i circoli velici e sportivi legati al mare;<br />
incrementare il numero di scali di alaggio e varo per le piccole barche;<br />
rianimare e aggiornare manifestazioni veliche di respiro nazionale e internazionale (come la Rimini-Corfù-Rimini) e prendere le distanze da inutili e deleterie manifestazioni di voyeurismo nautico (il “caso Lolli” dovrebbe aver insegnato qualcosa anche da un punto di vista etico-culturale?) o vip-sportive;<br />
sostenere le iniziative culturali legate al mare (associazione vele al terzo, collezioni museali e librarie, incontri e spettacoli, ecc.).<br />
Sottolineo che alcune di queste proposte non richiederebbero nessun investimento economico, ma progettualità, sinergie, determinazione.<br />
Un&#8217;ultima idea, penso anche di grande effetto mediatico, sarebbe quella di istituire primi in Europa le “domeniche blu”, con divieto di navigazione privata a motore nelle acque costiere (almeno entro 1 miglio dalla costa, lasciando ovviamente canali di accesso ai porti).<br />
Credo che discutendo su punti specifici e dando corso a qualcuno di questi, o di altri, Rimini potrebbe “riconquistare il mare” o comunque permettere ai nostri figli e ai nostri ospiti di conoscerlo e viverlo quotidianamente. Convinti che la riscoperta del mare parta dalle acque che bagnano la nostra città.</p>
<p>Cordialmente, Fabio Fiori.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
