Aeroporto: puntiamo sull’Internazionalizzazione

In un mercato aeroportuale estremamente complesso dove il sistema Italia perde colpi a fronte dell’aumento complessivo di passeggeri che si muove nel mondo, è importante non farsi travolgere da dinamiche di mercato che possono addirittura escludere l’Emilia Romagna o la fascia centrale adriatica dal collegamento di rotte internazionali.

L’obiettivo di Rimini per i prossimi 10 anni è essere un punto avanzato dell’internazionalizzazione dell’Emilia Romagna. Una porta naturale sull’Adriatico, uno snodo da dove fare arrivare persone dall’Europa e in particolare dall’est che sbarcando in Italia possono trovare le prime opportunità di lavoro, di cultura, di turismo, in primis proprio lungo l’asse della via Emilia. Conosco benissimo la delicatezza della questione, dei rapporti tra diverse realtà romagnole. Rimini deve mettere la sua vocazione internazionale e della ospitalità al servizio della Romagna e dell’intero sistema regionale. I primi esempi che mi vengono in mente sono le eccellenze gastronomiche, paesaggistiche, culturali e imprenditoriali, dove ad esempio le province di Forlì-Cesena negli ultimi anni hanno proposto punte di eccellenza. La Regione sta svolgendo un ruolo di coordinamento in tanti settori per rendere competitivo ed efficiente il sistema Romagna. Anche in campo aeroportuale investendo fortemente sulle specializzazioni e le vocazioni di Forlì, Rimini e Bologna, si può giungere ad un sistema aeroportuale solido e competitivo. Da un momento delicato come questo, si deve uscire ancora insieme investendo e concretizzando sul percorso avviato che prevede accordi tra le diverse realtà per una loro valorizzazione compiuta.

 
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Primarie di domenica 12 dicembre: il candidato Sindaco sceglilo tu

Domenica 12 dicembre, dalle 9 alle 21, in diversi luoghi di Rimini di ogni quartiere, puoi andare e votare tu il candidato Sindaco per il 2011. Basta un documento d’identità, avere 16 anni e risiedere a Rimini

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Andrea Gnassi nel centro storico: “Rimini è di chi la abita, non di chi la governa”

Andrea Gnassi, candidato Sindaco alle primarie del PD del prossimo 12 dicembre, questa mattina ha cominciato nel centro storico di Rimini il suo viaggio che lo porterà a incontrare i cittadini, le imprese, le forze sociali, economiche e culturali della città. Una totale immersione nella Rimini “Che è di chi la abita e non di chi la governa”. Queste sono le parole che Gnassi sta utilizzando nel suo percorso di candidatura alle primarie. Distribuiti in sole due ore oltre 1000 volantini che portano il messaggio “Rimini, l’amore conta”.  Nei prossimi giorni queste iniziative si ripeteranno nei vari luoghi di incontro e di confronto sull’intero territorio comunale di Rimini.

“Abbiamo bisogno di freschezza e nuove idee per fare ripartire la città e il centro storico – ha detto Patrizia del Bar del mercato coperto – ti diamo volentieri una mano, dobbiamo ricordarci quanto sia importante andare a votare il 12 dicembre”. 

“Semplificare le procedure e abbattere la burocrazia – ha detto Gnassi in un botta e risposta con Andrea, titolare di un banco di pesce – e attenzione a quel commercio che offre un servizio di qualità al consumatore, arredo urbano, collegamento tra centro storico e borghi, parcheggi, massima cura alle piccole cose che ti fanno dire ‘guarda come è tenuta bene la nostra città’.  Sono proposte specifiche e concrete per la città, per ogni sua parte. Ma prima di 10, 100, 1000 programmi e promesse c’è bisogno di un rapporto più stretto con Rimini e di rafforzare il legame d’affetto con i riminesi. Se qualcuno ha un’idea, una soluzione o un problema, non può passare per uno che “scoccia”. Questo vuole dire cambiare il modo di fare politica, questo vuole dire fare entrare aria fresca nelle stanze del potere”. 

E’ attivo da ieri pomeriggio (venerdì 19) il sito www.andreagnassi.it, “social-room” dove i riminesi potranno interagire on-line con Andrea Gnassi attraverso il suo blog, facebook, twitter e youtube

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Da Cattolica una lezione per le primare, i Riminesi prima di tutto

“Quanto accade in queste ore a Cattolica, è più che un campanello di allarme per il Partito Democratico dell’intero territorio riminese e persino nazionale. Credo non abbia precedenti, nella storia della nostra provincia, un atto politico a tutti gli effetti traumatico. Si è giunti alla rottura di un vero e proprio tabù. Cade una Amministrazione per le dimissioni di chi l’ha promossa al Governo. Al di la delle ragioni estreme, legittime o meno di chiunque, le conseguenze per la comunità , il tessuto socio-economico cattolichino, sono inimmaginabili. Il tema c’è tutto e riguarda anche tutti i passaggi elettivi che porteranno entro qualche mese a rinnovare l’Amministrazione Comunale a Rimini. Può una città, grande o piccola non importa, seguire sino ad affondare le evoluzioni – magari legittime ma non sempre lineari – di una politica ridottasi a guerra e scontro tra gruppi?

No, ci sono momenti e fasi in cui le priorità devono essere forzatamente altre perché altro chiede e giustamente pretende la collettività. Per le primarie di Rimini facciamo che le priorità siano solo Rimini e i Riminesi, prima anche di ogni singola proposta e programma che i candidati faranno. Da Cattolica viene un brutto segnale che va guardato con grande attenzione dall’intero PD riminese, allorché si appresta a entrare nella parte viva del confronto tra candidati, tra le forze politiche e tra i cittadini. Quella della responsabilità individuale verso i cittadini che eleggono, deve tornare a essere una pre-condizione indispensabile all’impegno pubblico. Pre-condizione significa che essa viene prima di qualsiasi convenienza politica. Guardiamoci bene, anche a Rimini”.

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La candidatura di Maria Cristina Gattei

“Credo sia un segnale particolarmente importante e confortante per l’intero centrosinistra la notizia della candidatura di Maria Cristina Gattei alle primarie del 12 dicembre. E’ un elemento di sicura novità che apre ancora di più il percorso delle primarie a orizzonti extrapartitici e all’associazionismo ambientalista. E’ un modo per ribadire in maniera forte una delle più interessanti battaglie civiche fatte negli ultimi vent’anni dai cittadini e che nei prossimi cinque anni deve trovare la giusta e auspicata priorità anche dal Consiglio Comunale. Sì, quello della Gattei è proprio un bel segnale e una nuova e avvincente sfida per aprire una nuova fase”.

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Per Rimini un nuovo sviluppo

Dal 2007 ad oggi abbiamo assunto come principio non più derogabile la conclusione dello fase di sviluppo quantitativo del territorio per puntare a quello della qualità e del recupero. Non per un malinteso e demagogico afflato, ma per investire in una nuova fase di sviluppo. Via che veda dove il territorio è una risorsa da tutelare e migliorare senza procedere a ulteriore consumo e può tramutarsi in una leva conveniente in senso sociale ed economico. Voglio dire che abbiamo assunto tutti, nessuno escluso, a partire dagli Ordini che giustamente sino a ieri richiamavano a un uso del territorio meno invasivo e più razionale,  il principio che è possibile un altro modello di sviluppo che può renderci ricchi e rilanciarci. Su questo sono stati basati il Ptcp, il percorso del PSC comunale e le linee del piano strategico. Su questo non possiamo adesso fermarci.  Perché un rinvio di sei mesi? L’Europa più moderna vede quartieri a città e soluzioni a misura d’uomo, sostenibili, verdi, energeticamente autosufficienti. Si vuole andare in questa direzione o no?  Questo è il tema.  C’è il tema che gli Enti pubblici facciano di più nei confronti delle imprese?

Bene, si corra sulla semplificazione amministrativa, si investa sul credito più semplice, sulla garanzia certificata delle tempistiche e di procedure amministrative omogenee rispetto ai territori vicini. Ma per favore, non pensiamo di rinviare un modello di sviluppo che abbiamo scelto assieme, sottintendendo che potrebbe aprirsi per alcuni mesi un varco, un’appendice di una fase storica che pensavamo aver chiuso. Dove qualcuno prova a sostenere operazioni e interessi certo legittimi, ma non nella direzione dell’interesse largo degli abitanti di Rimini e della città”.

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Primarie aperte a tutti, più seggi e meno vincoli di partito

“E adesso anche per le primarie, una botta d’aria fresca, e perché sia concreta ecco la proposta. Le primarie devono essere quanto di più aperto possibile. Dobbiamo avere il coraggio di aprirci, di ritrovare il rapporto con i riminesi, tutti, nessuno escluso. C’è un fuga dal voto, un problema di relazione tra cittadini e politica con i suoi meccanismi autoreferenziali e spocchiosi. Per questo propongo che i punti, i seggi, i luoghi dove i riminesi possono andare a votare il 12 dicembre, siano moltiplicati rispetto alle analoghe esperienze del passato e dunque non più limitati ai circoli e ai luoghi canonici. Propongo, se si vogliono veramente ritrovare molti riminesi, che i seggi siano anche e soprattutto dove la gente vive, lavora e si ritrova normalmente. Servono regole, ma occorre anche fare uno sforzo e trovare il coraggio per realizzare una giornata di partecipazione che potrà essere storica. Propongo anche che non ci siano limitazioni, filtri e vincoli di partito. Propongo cioè, che alle primarie possano votare il candidato Sindaco tutti i riminesi senza chiedere loro all’atto del voto adesioni di appartenenza (che sarebbero solo sulla carta) al centrosinistra o un partito, ma sia chiesto un semplice impegno a ritornare a votare il Sindaco scelto come candidato alle primarie. Questo non solo perché alle elezioni vere votano tutti, ma perché le primarie siano un momento di partecipazione di tutta la collettività, oltre gli steccati dei partiti e perché siano un atto di democrazia partecipativa messo a disposizione del più vero e nobile civismo che potrà così riconquistare anche chi oggi è deluso e lontano dalla politica”.

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Superato il quorum di sottoscrizioni per le primarie del 12 dicembre

“Nel ringraziare i tanti che in questa fase hanno dato la fiducia alla mia persona e in generale al Partito Democratico e ai suoi candidati alle primarie – dichiara Andrea Gnassi- desidero mettere in evidenza un aspetto davvero entusiasmante di queste settimane: il lavoro di coinvolgimento degli iscritti fatto omogeneamente sull’intero territorio riminese e le confortanti risposte provenienti da ogni parte della città. Non ci sono zone nere o zone bianche o buchi di interesse qui e là;  c’è un partito che con ogni evidenza si ritrova nel nome della partecipazione, negli attestati alla persona, nel messaggio di  apertura di una fase nuova per conto e per nome di un rinnovato affetto nei confronti della nostra splendida Rimini.

Nei giorni scorsi ho provato a sintetizzare tutto ciò in un’espressione: ‘una botta di aria fresca’. Che non è sinonimo di cambiamento vuoto, solo in base alla carta d’identità. Vuole dire che ci vuole serenità e bisogna mettere definitivamente nel cassetto il rancore. E’ necessario reimpostare una programmazione, una comunicazione e una partecipazione aggiornate perché la società è in rapidissima evoluzione. Per fare questo Rimini ha bisogno di un dibattito libero da pregiudizi e da diffidenze. Prima di dieci, cento, mille programmi, è fondamentale un approccio, un rapporto con la città, fondato sull’attaccamento e l’affetto. Volere bene a Rimini, più che un sentimento, è l’obiettivo di un mandato amministrativo.

Con sobrietà, pudore e profondo rispetto per la città dove sono nato e vivo da quarantuno anni, proseguirò l’ascolto e la relazione con Rimini e i riminesi di qui al 12 dicembre. Non la chiamo campagna elettorale per le primarie ma un nuovo viaggio nella Rimini delle eccellenze, del futuro, dell’identità, delle potenzialità e anche dei problemi. Le mie proposte avranno come cornice il mandato programmatico del PD e della coalizione ma, nel pieno rispetto di questo, metterò molto delle mie idee, delle riflessioni, dei pensieri maturati durante i tanti anni di totale immersione in questa città. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane illustrerò queste proposte a tutti i riminesi.

Auspico e sono sicuro che tutti coloro i quali hanno compiti e responsabilità in questo senso garantiscano la massima sicurezza, distanza e equanimità del percorso che ci porterà alla festa delle primarie.

Grazie davvero a chi ha sostenuto e ha lavorato per la mia candidatura, al PD, a Tiziano Arlotti e a Nando Fabbri. In questi giorni ho sentito la fiducia di tantissimi: iscritti che hanno potuto firmare, iscritti che hanno sottoscritto le altre candidature, le centinaia di persone che non hanno potuto in questa fase partecipare perché non iscritti al PD ma che hanno dato la loro disponibilità per le prossime settimane. Gli incoraggiamenti e la vicinanza che ho sentito ultimamente e che non si sono espressi solo con la sottoscrizione della mia candidatura mi hanno aiutato e mi aiutano anche a superare un momento particolarmente difficile della mia vita privata. Grazie”.

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“Una firma per la democrazia”: l’appello del candidato Andrea Gnassi sul percorso delle primarie del PD

“Intanto un grande grazie per la fiducia, la forza, il sostegno alla mia candidatura. Una ‘botta di aria fresca’ significa prima di tutto una partecipazione pienamente libera per scegliere chi avrà responsabilità istituzionali. Scegliere il candidato Sindaco è compito di ogni riminese, di ognuno di noi che fa parte della grande comunità di donne e uomini del Partito Democratico. Non è demandabile a gruppi organizzati, a comitati e a protagonismi personali. Secondo me un impegno politico onesto passa solo per un impegno dichiarato e trasparente di ognuno di noi. Passa per percorsi e programmi condivisi. Un idea molto semplice mi ha spinto a chiedere fiducia.  L’idea che una città non potrà mai essere terreno di conquista per nessuno, per chi si autorganizza meglio e con pochi  per conquistare il Comune. L’idea cioè di una città che non è di chi la governa, ma di chi la abita. Per questo oggi ti chiedo di darmi il tuo sostegno diretto, da riminese che non vuole essere governato, ma che vuole, a differenza che in passato, ‘abitare’ insieme ad altri la sua città. E oggi ti chiedo fiducia  non da una mia sede personale ma dalla Rete di Comunicazione Democratica che il Pd ha messo a disposizione di tutti (www.comunicazionedemocratica.it). Ti chiedo una firma così perché anche in questo modo potrà affermarsi sempre più il valore della condivisione, dell’innovazione, della sintonia con l’anima di Rimini e con il cambiamento che la città aspetta. Ti chiedo una firma per poter partecipare. Puoi firmare fino al 14 novembre. I moduli li trovi tutti i giorni presso la sede del Partito Democratico (via Beltramelli) dalle 9 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.30 oppure nelle sedi dei 13 circoli sul territorio. Per info puoi telefonare allo 0541 381010. O puoi chiamarmi e mandarmi un messaggio diretto per uno scambio di opinioni o vederci, al mio numero personale 335/6248628″

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A Pizzolante, aria fresca con un Arbre Magique

“Arbre magique…C’è proprio bisogno di una botta d’aria fresca, di cambiare aria alla stanza, annusando questo mattina l’odore di stantio proveniente dalle dichiarazioni di Pizzolante. Probabilmente è ancora stordito dagli echi arcoriani del ‘Bunga Bunga’ quando  il paracadutato Pizzolante si alza e mi insulta. Con l’aria che tira sulla politica si sarà detto ‘adesso lo colpisco con l’arma letale, gli appiccico addosso l’etichetta di burocrate di partito!’.  Proprio  lui che faceva (male) politica quando frequentavo l’asilo al Ceis le medie alle Bertola e il liceo al Serpieri. Lui che i riminesi non hanno mai visto al mercato nei bar tra la gente normale. Lui che passa da Rimini perché la mandataria della corrente craxiana del Pdl l’ha imposto in liste bloccate fatte a Roma come parlamentare paracadutato sulla testa del centrodestra riminese. Ma ha così tanta paura? Perché non vincerla candidandosi davanti ai riminesi? Se no, rimane un po’ di pena! E soprattutto un cattivo odore di muffa! Onorevole Pizzolante, nel frattempo compri almeno un arbre magique’! >>

 
PS:  “A Fabio Pazzaglia mi permetto di dire questo: chiudere una stagione politico amministrativa significa analizzare le cose buone e le contraddizioni, per guardare al futuro facendo tesoro degli errori commessi. Non per riaprire processi al passato senza difesa né contestualizzazioni e con in aula il solo pubblico ministero. Che è lui tra l’altro. Chiudere una stagione e costruire il  consenso sociale culturale e economico per aprire una fase nuova, è più difficile che ricavarsi il ruolo di buono contro i cattivi. Vai sui giornali certo, ma ciò che rimane non è un pezzo di giornale che dura un giorno. Ma un populismo che tocca la destra (vedi Pizzolante) si confonde con il qualunquismo e lascia a casa di fatto la realizzazione di un futuro diverso. Per chiudere una stagione, nel mondo in cui siamo e non in un salone di educande, io c’ho messo la faccia insieme a tanti altri per avere sindaci con le primarie, 30-40enni onesti e con ruoli dirigenti, dal parlamento in giù. Pazzaglia sa che guerra..!E sa che non sono mai salito su autobus verso posti più comodi. Oggi ci metto la faccia per un nuovo sviluppo sostenibile e libero da imperativi immobiliari/finanziari sapendo che si fa solo in un modo: costruendo consenso sull’ indicare soluzioni alternative e innovative.  Infine vorrei rammentare che Pazzaglia, non io, ha condiviso e votato in Consiglio Comunale dal 2001 il 99% degli atti dell’Amministrazione Ravaioli. Tutti i bilanci, tutti gli investimenti. E ha fatto bene: sarebbe sciocco fargliene una colpa e io personalmente non gliene faccio. Pazzaglia quanto me e come tanti altri è stato protagonista attivo  di una fase complessa, ora da superare ma non pensando di liquidarla facendo finta di essere passato lì nove anni per caso. Aria nuova anche nella stanza in cui vive chi pensa che le regole (di un partito) agli altri si applicano, mentre per se stessi si interpretano. Magari in nome di una logica tutta berlusconiana del ‘lo vuole il popolo’. Ciao”.
 
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