L’Università non è solo questione di contenitori, ma di integrazione e valorizzazione del territorio

“Non basta più affermare che l’Università per Rimini è un valore. Bisogna che la città esprima una dinamica inclusiva e dialettica nei confronti di un mondo che è fatto di studenti, di docenti, di strutture a servizio, ma soprattutto di un nuovo taglio culturale di fruizione dei luoghi della città. L’Università non è solo questione di contenitori, ma di integrazione e di valorizzazione delle caratteristiche di un territorio. La forza di una università non si misura dal numero dei corsi di laurea, ma dalla qualità dell’insegnamento e dalla capacità di mettere assieme le peculiarità territoriali con la didattica. La scelta di sistemare i contenitori universitari in centro storico, impone più che mai il coraggio di un’integrazione a 360 gradi. Bene la sistemazione degli spazi, ma io credo che si debba salire a un livello superiore. Per esempio, la biblioteca Gambalunghiana – in una città storica e con 5 mila studenti universitari – non può chiudere burocraticamente alle 19. La partecipazione degli studenti alla vita di una città dal mattino, al pomeriggio e alla sera, è la via stretta a un reale arricchimento e la strada anch’essa necessaria al rilancio del centro storico. Più servizi a disposizione e in cambio più partecipazione a migliorare Rimini attraverso studio, creatività, iniziative. Io credo francamente non accettabile la frase che ho letto 3-4 anni fa in cui alcuni operatori del centro si lamentavano dell’università ‘perché gli studenti spendono poco nei negozi’. Ancora nella testa di alcuni riminesi il mondo universitario viene considerato un ‘bubboncino’. Mettiamo a disposizione il talento di chi studia a Rimini per migliorare Rimini. Un esempio potrebbe essere la riqualificazione architettonica delle piazzette Agabiti e Teatini, attraverso un’opera di questi giovani talenti che studiano nei corsi di Rimini. Nel saldo dare-avere l’università è un bel credito per la comunità riminese. Sul fronte della didattica la riforma Gelmini pone Rimini in una posizione delicata. E’ ora di scelte forti, meno dispersive, precise e qualificanti. Dobbiamo puntare sul collegamento della città”. 

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Dichiarazione del Senatore Sergio Zavoli

Roma, 3 dicembre 2010

 “Desidero rendere pubblica, dopo tanto conversare e discutere, una riflessione cui mi conformerò esplicitamente con una scelta al tempo stesso civile, culturale, politica. La successione di queste tre categorie non è una graduatoria di merito: va letta come la necessità di conferire alle “primarie” una qualità preliminare: che in esse sia pienamente visibile un progetto corrispondente a una visione organica, funzionale, e il più possibile condivisa della città.

Per quanto vedo o intravedo, capisco e percepisco nella concitazione del momento, con l’ovvio rispetto delle idee di ognuno (pur dispiaciuto di non avere accanto Sergio Gambini, come quando affrontammo fraternamente le elezioni del 2001) una proposta come quella di Andrea Gnassi mi sembra a tal punto soppesata e circostanziata da indurmi a considerarla meritevole di un franco interesse. Va da sé che, se tutto procedesse in quella direzione, se cioè dovesse prevalere questa proposta, la politica dovrebbe trarne un’indicazione di fondo, sociale ed etica, pari ai contenuti civici della sua progettualità; da sottoporre senza riserve mentali, men che meno ideologiche, al giudizio e alla collaborazione di quei concittadini che non si sentano prigionieri di ormai logore e inconcludenti liturgie.

Il progetto andrebbe valutato secondo un criterio non solo politico, con i suoi aspetti di evidente rilevanza, ma anche di fattibilità reale, dipendente da risorse concertate attraverso una sorta di authority a largo spettro civico e professionale – cioè sociale e culturale, economico e finanziario, urbanistico e imprenditoriale e così via – che coinvolga e armonizzi la natura e la funzione interdisciplinari dell’intento. Lo dico perchè non è mai troppo presto per essere coraggiosi, prudenti e credibili”.

                                                                                                                                                      Senatore Sergio Zavoli

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Sono gli anziani, i nostri meravigliosi anziani, i primi a chiedere una botta di aria fresca per questa città

Prosegue a pieno ritmo il tour elettorale di Andrea Gnassi nella sua Rimini. Ieri sera ha incontrato gli anziani del Centro sociale “Parco Marecchia” di via de Warthema. Davanti a oltre 250 persone che affollavano il centro,  tra un giro di valzer ed un piatto di porchetta, il candidato riminese alle Primarie ha ricevuto il convinto incoraggiamento nella sua avventura elettorale. “Andrea rappresenta al meglio la riminesità che c’è in tutti noi -  ha commentato Bertina. “Il suo legame con il territorio, con questa città, questi quartieri e l’attenzione alla difesa di questi spazi, parte integrante del suo programma, è una autentica valvola di vita per nostra terza età” -  ha aggiunto Mario.

“Sono gli anziani, i nostri meravigliosi anziani, i primi a chiedere una botta di aria fresca. Chi ha esperienza di vita, chi guarda con preoccupazione all’incerto avvenire dei propri figli e dei propri nipoti, si ribella con veemenza a un sistema ripiegato su se stesso, a un modo di concepire il governo della cosa pubblica tutto autoreferenziale, senza spinta, con poco coinvolgimento. Sono per primi loro a chiedere un cambio di passo che garantisca occupazione ai figli, servizi ai nipoti, sicurezza e soprattutto una città bella, aperta, vivibile in ogni sua parte”.

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Incontro con il Consorzio degli Operatori del Commercio su aree pubbliche

Questa mattina full immersion di Andrea Gnassi al mercato ambulante del centro storico.  Il candidato alle primarie del PD, oltre a distribuire materiale e confrontarsi con operatori e clienti,  ha incontrato i rappresentanti del Consorzio degli operatori del commercio su aree pubbliche (Cocap) di Rimini. Gnassi ha ribadito la centralità del rilancio del centro storico in una Rimini dalla vocazione europea.

Centralità significa valorizzazione del patrimonio storico-monumentale (Galli, ponte di Tiberio pedonalizzato, recupero del fossato malatestiano), riqualificazione e individuazione dei luoghi di incontro e aggregazione (l’ anello delle nuove piazze, una biblioteca moderna, servizi universitari in rete), dare nuove funzioni e socialità a luoghi per molte ore al giorno non accessibili (un asilo negli spazi dell’aula consiliare comunale) e rafforzare il tessuto commerciale in sede fissa e ambulante.

In tal senso, va rafforzato il metodo della concertazione tra Ente pubblico, categorie e privati in modo da calare gli interventi in un contesto organico e non improvvisato. “Non si possono mettere le rotelle al mercato ambulante e pensare di spostarlo una volta qui e una volta là – sottolinea Gnassi – con il Cocap abbiamo trovato molti punti di intesa sul tema della valorizzazione del sistema mercatale come parte integrante di un centro storico riqualificato e di alta qualità dei servizi”.

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L’anello delle nove piazze: le mie proposte di rilancio e riqualificazione del centro storico

La città deve essere circolare, fatta di centri concentrici. Il centro storico di Rimini è la base dalla quale partono gli altri cerchi. Primo obiettivo è quello di riportare la vita e le funzioni nel nostro centro storico, riportando i riminesi a viverci dentro. Prima di tutto con il frazionamento degli edifici e la loro riqualificazione. Quelli con tre, quattro appartamenti da 200 metri bisogna ristrutturli e realizzarne nuovi, più piccoli e accessibili.

 Ecco in breve la mia idea della città strutturata su nove anelli, intervenendo su alcuni punti chiave con una riqualificazione leggera e crativa.

L’ANELLO DELLE NOVE PIAZZE

1)      ISOLA DELLA CULTURA – domus del chirurgo, museo della città, via Tonini, Piazzetta Ducale, via Cavalieri, Piazza Ferrari.

Si prosegue da Piazza Ferrari per via Angherà (Università);

2)      PIAZZE DELL’INGEGNO  Agabiti/Teatini

Rinascimento/Università. Dal Duomo senza auto davanti, fino a via IV Novembre, Castelfidardo (Biblioteca universitaria, complesso San Francesco);

3)      LARGO DELLE ERBE/Castelfidardo, Mercato

Si prosegue per via Rosa-Guerrazzi-Serpieri-Bertola.

Via Serpieri-Bertola:

  • Botteghe creative
  • Botteghe artigiane
  • Botteghe storiche

Per costoro, agevolazioni tributarie un pacchetto che prevede:

a)      Tariffa rifiuti dimezzata

b)      Tassa occupazione suolo pubblico dimezzata

c)       Incentivi per microimprese e credito sull’idea per START-UP

4)      NUOVA PIAZZA SAN BERNARDINO

Pedonale e servita (totem informativi, etc) e fiori al posto delle auto. Via Sigismondo, biciclette e stalli;

5)      NUOVA PIAZZA e riqualificazione SIGISMONDO e SANT’AGOSTINO

6)      PIAZZA d’ARME, PIAZZA MALATESTA

Pedonalizzata col fossato in continuum con le ali del Teatro Galli. La Piazza un intero continuum urbano riqualificato che arriva ai “Giardini delle Mimose”, aula del consiglio, Piazza San Martino;

7)      I BIMBI E LE MIMOSE – Giardino dei bimbi o delle Mimose, cambiano le parole, cambiano le funzioni. Da “Palazzo Garampi/del Comune” a CASA COMUNE, razionalizzazione degli spazi della politica, più spazi alla vita, meno alla politica. Al posto della sala del Consiglio:

  • un asilo per i bimbi della città;
  • Spazi attrezzati, ludoteca, infopoint (modello sala borsa di Bologna-punti della città-Copenaghen);

Dal Giardino dei Bimbi e delle Mimose verso

8)      NUOVA PIAZZETTA SAN MARTINO liberata dalle auto, servizi e totem informativi da qui fino a Vicolo Valloni e dal vicoletto dietro al Comune risanato si passa dal Corso e si arriva nella…

9)      NUOVA PIAZZETTA ZAVAGLI

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Il taglio del 5 per mille mette a rischio il ruolo del volontariato riminese

Il Governo alcuni giorni fa ha modificato il maxi-emendamento alla cosiddetta “Legge di stabilità” che conteneva un fondo di 800 milioni destinato a interventi vari. Con la nuova formulazione, approvata lo scorso 12 novembre in Commissione Bilancio della Camera, si destinano solo 100 milioni al 5 per mille per le Organizzazioni non-profit, rispetto ai 400 milioni destinati l’anno precedente, con un taglio netto del 75%. Di fatto il 5 per mille è divenuto in realtà l’1,24 per mille. L’esperienza ha dimostrato che la cifra di 400 milioni corrisponde alle scelte operate dai contribuenti, in quanto dalle dichiarazioni dei redditi del 2008 sono stati destinati alle Associazioni 397,5 milioni di euro. Con questo provvedimento non solo si bloccano o si limitano fortemente le attività di associazioni di volontariato, enti di ricerca, enti culturali, associazioni ambientaliste, associazioni sportive, ecc., ma si tradiscono le scelte dei cittadini contribuenti. Questa decisione si aggiunge al taglio alle agevolazioni sulle tariffe postali per il non-profit, alla massiccia riduzione dei  fondi per la cooperazione allo sviluppo, a una rigida politica di riduzione dei finanziamenti per le associazioni culturale e di ricerca.  

“Il volontariato è un pilastro di una città con l’anima – sottolinea Gnassi – bisogna uscire dalla retorica sull’importanza del suo ruolo. Ciò significa credere che dal volontariato, dalle associazioni, sino alle cooperazione sociale, possano venire soluzioni e idee per fornire servizi pubblici: dall’assistenza, agli asili, alla manutenzione. Molto spesso è la rete di mille protagonisti riminesi che sa quali sono gli interventi e le azioni che si possono e devono svolgere nei diversi settori, in modo più efficiente e puntuale. Propongo che una serie di servizi pubblici possa essere svolta dall’associazionismo e dal privato sociale. Questo è il cambio culturale, matrice o motrice di un vero cambiamento nel rapporto tra il Comune e il mondo del volontariato. Mi aggiungo alle forze politiche e alle associazioni di volontariato nell’accorato appello al Governo perché ritorni sulle sue scelte, affinché venga rispettata la volontà dei cittadini contribuenti nel richiedere con forza che vengano ripristinati almeno i 400 milioni dell’anno precedente”.

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Diamo pari diritti alle donne della nostra città

Il 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne. La Rimini che ho in mente non può limitare questo tema a una sola giornata all’anno, ma semmai deve diventare argomento, pratiche e azioni trasversali e sistematiche delle politiche di una città. Le azioni degli enti locali non siano più solo una riga di un programma amministrativo. Si combatte la violenza sulle donne garantendo pari diritti, pari accesso al lavoro, luoghi sicuri, servizi sociali efficienti. Sia in contesti familiari disagiati, sia realizzando una città che abbia nell’ottimizzazione degli orari a servizio della famiglia e delle donne, un punto irrinunciabile della programmazione. Il piano degli orari di una città dovrebbe essere un elemento fondamentale del Piano strutturale.

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Dopo la stagione delle grandi opere, apriamo quella delle opere quotidiane fatte bene

Manutenzione ordinaria di una città vuole dire semplicemente tenere bene i tanti luoghi che insieme formano il tessuto cittadino. Piazze pulite, strade senza buche, parchi e zone verdi curati: credo che il compito della prossima Amministrazione Comunale sia mettere mano già dal primo anno a un robusto programma di piccoli e meno piccoli lavori che diano il segno di una città riconciliata con il suo contesto urbano. Ma non basta, perché tenere bene una città non è solo questione di soldi. Occorre una forte integrazione con il volontariato sociale con gruppi di cittadini attivi in ogni quartiere. Occorre una verifica puntuale e sistematica che,  al termine di un lavoro eseguito, tutto sia stato fatto a regola d’arte, sia come materiali, che per quanto riguarda l’esecuzione. Questo è un fatto straordinariamente importante perché non c’è cosa peggiore di lavori che dopo pochi anni deperiscono e che danno il senso di denaro pubblico speso malamente. Dopo la stagione delle grandi opere, apriamo quella delle opere quotidiane fatte bene.

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Lo sport deve essere una priorità della Rimini del futuro

Facciamo uno sforzo.  Non difendiamo ognuno di noi il proprio legittimo orto. Ognuno non arretri di un metro per difendere il suo, seppur legittimo, interesse. Stadio si stadio no, piscina si piscina no, pista d’atletica si o no. Viene fuori la paralisi. Facciamo tutti dieci centimetri in avanti per capire gli altri e realizzare qualcosa. È  giunto il momento che come riminesi ci facciamo una domanda. Crediamo davvero fino in fondo allo sport? Allo sport! Crediamo allo sport come fattore che aggrega, crea salute e prevenzione, fa stare insieme le persone!  O  in questa città che per sua natura offre mille occasioni, le passioni e gli interessi per lo sport calano da marzo in poi quando inizia ‘la stagione’? Dopo le grandi opere, i prossimi anni devono  mettere al centro la qualità della vita dei riminesi. Per realizzarla propongo servizi e impianti in ogni zona, in ogni quartiere.  Propongo un’idea di città complessiva che realizza dentro ognuno dei sei quartieri riminesi, progetti e centri attrezzati. Una filiera di investimenti strategici per lo sport che esce dal tunnel stadio si stadio no. Nell’ordine:

1) Realizzazione piscina olimpica nell’ambito della riqualificazione della impiantistica sportiva riminese in un polo attrezzato e polivalente tramite rapporto pubblico-privato.

Collegamento del complesso sportivo polivalente Garden/Palestra Romeo Neri con il resto della città attraverso il raggio verde dal Parco PEEP al mare, via Palacongressi  Arco Parco Cervicon previa messa in sicurezza via Euterpe,  .

2) Riqualificazione totale dei campi sportivi e da calcio esistenti da Torre Pedrera a Miramare all’area sportiva limitrofa SS SanMarino, con possibilità di realizzazione di Poli dello sport con spazi per le diverse discipline, compresa l’atletica. Fattibilità con rapporto pubblico e privato e con scelta di bilancio dichiarata: da risorse solo per gestione  e promozione a  spese per investimenti, 1.000.000 all’anno per il decennio 2011-2021.

3) Stadio. Rompere lo schema. È un tassello dentro una filiera di progetti e azioni, nell’interesse e in un’idea della città.  Riqualificazione dell’intera area urbana e delle aree circostanti che vanno dal vecchio palazzetto Flaminio a via Ugo Bassi. Un intervento di comparto. Stadio come struttura polifunzionale per concerti e altre attività con spazi per discipline sportive  e sociali, da asili e centri ricreativi (modello nord Europa). Fattibilità economica che viene da realizzazione nell’area di servizi commerciali, direzionali, uffici, centri benessere.

4) Palestra a cielo aperto. Parchi urbani attrezzati per la pratica sportiva (Piano Strategico). Penso al mare alla spiaggia all’asta fluviale del marecchia e a quella dell’ex corso Ausa fino al  parco PEEP. Luoghi attrezzati con investimenti leggeri.

5) Realizzazione de “La Circolare dello sport”(dopo le storiche Circolari 18 e 19). Nuova linea di autobus che collega tutti i centri sportivi riqualificati.

6) Rilancio della vocazione turistica di rimini “terra d’incontri con lo sport”: la nuova rete per lo sport, diventa magnete per oltre 700.000 associazioni sportive in Europa, in particolare Europa centrale e del nord.

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Con internet il Comune va a casa dei riminesi

Andrea Gnassi, candidato Sindaco alle primarie del centrosinistra, punta sulle nuove tecnologie per stabilire un canale di comunicazione e di confronto con i riminesi. Nel solo giro di tre giorni si è verificato un significativo successo di contatti sulla rete. Il suo sito web ufficiale www.andreagnassi.it, “social-room” con linkati i vari networks Facebook, Twitter e Youtube, aperto nella serata di venerdì scorso, è visitatissimo dagli utenti di internet. Ne è un esempio la pagina e il suo profilo personale di Facebook a cui hanno aderito già quasi 600 amici, un vero e proprio record in sole 72 ore. Numerosi anche i followers di twitter, strumento che permette a Gnassi di comunicare con poche parole i suoi spostamenti durante la campagna con i suoi messaggi agli elettori e cliccati anche i video su youtube. Tutti i social network abbinati a Gnassi di ora in ora sono in continua crescita di numeri e contatti, segno tangibile che anche nella comunità  “digitale” c’è grande aspettativa per la candidatura di questo riminese a sindaco dei riminesi.

  “Le nuove tecnologie – commenta Gnassi - sono parte strategica del mio programma di cambiamento per la città. Penso alla possibilità di dotare i principali punti di aggregazione cittadina di una rete wireless che consenta a tutti, riminesi e turisti, di connettersi gratuitamente, ad esempio con gli smartphone. Come diffusione della banda larga siamo ultimi in Europa, mentre siamo i primi, noi italiani, come accessi a internet con telefonini di ultima generazione. Un dato che deve far riflettere anche le migliaia di attività turistiche e della marina, gli stabilimenti e le altre attività di servizio. Fornire servizi innovativi e qualità a costi contenuti – continua Gnassi - fa parte del DNA del riminese, quello che ci ha reso famosi ovunque, ma che deve essere rilanciato con maggiore convinzione e che io intendo potenziare con progetti precisi. Internet deve diventare un canale di partecipazione importante, non utilizzabile solo in ambito turistico. Credo sia realistico e possibile, ad esempio, dare la possibilità di verificare attraverso il web, e direttamente da a casa, il corso di una pratica amministrativa o il pagamento di un tributo e di un servizio sanitario . Non è più tempo del cittadino che si muove verso il Comune, ma del Comune che va a casa dei riminesi”.

 

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